Quando si parla di Yoga, tutti si limitano
a pensare a posizioni strane e scomode, spesso da contorsionisti, rimanendo comunque
affascinati da una disciplina che si pensa possa apportare benefici alla nostra
salute. Questo concetto di Yoga è estremamente riduttivo e a volte persino
chi lo pratica lo fa con superficialità, non conoscendo le enormi potenzialità
che questa filosofia racchiude. Prima di tutto l'origine dello Yoga si perde nella
notte dei tempi e, se è giunta intatta sino a noi, vuol dire che racchiude
insegnamenti che sono universali e inoppugnabili. Cercherò, in questo breve
articolo, di spiegare tutto in termini generali e comprensibili. Innanzitutto
una premessa: lo scopo della vita è l'espansione della felicità,
traguardo arduo verso il quale lo Yoga diventa aiuto e strumento di evoluzione,
timone al quale aggrapparsi per trovare la strada più veloce e sicura.
Se lo scopo della vita è una stabile felicità, questa dovrà
nascere da un benessere interiore e non dovrà dipendere da
cose esterne, che possono venire a mancare anche improvvisamente. Il cammino
per raggiungere
questo indispensabile traguardo presenta in effetti molte prove, difficoltà,
rischi e solo chi è sostenuto da una profonda saggezza può affrontare
questo percorso senza cadere in errori che generano sofferenza. Dunque
la prima e più importante qualità è la saggezza, che
scaturisce dal dominio e dal controllo della mente, cosa che si ottiene principalmente
con la pratica assidua della meditazione. Tutte le tecniche che la tradizione
Yoga ci ha proposto mirano a fermare la mente, affinché noi possiamo percepire
la nostra pura coscienza, piccola scintilla divina che la mente non può
sentire, intenta com'è ad occuparsi e farsi influenzare da ciò che
accade attorno a noi e poco incline a guardare dentro. Dominare la mente vuol
dire passare da un cavallo bizzarro ed imprevedibile ad un cavallo docile ed ubbidiente
di cui teniamo strette le briglie. La saggezza verrà applicata nell'alimentazione
corretta, indispensabile per la nostra salute ed aspetto di grande
importanza nella filosofia Yoga, che raccomanda moderazione nella quantità,
cibi freschi e puri cucinati con amore. Poiché il tipo di alimentazione
influenza il comportamento, tutti i cibi che influiscono negativamente sull'attività
della mente e che creano instabilità emotive devono essere ridotti od eliminati.
Un altro importante aspetto è l'igiene personale, che non
deve essere solo esterna, come siamo abituati, ma anche interna: pulizia periodica
dell'intestino, pulizia quotidiana del naso e dei seni paranasali con abluzioni
di acqua tiepida od olio, digiuno depurativo e tante altre cose ancora per liberare
il corpo dalle tossine che ci indeboliscono e aprono le porte alla malattia.
A questo punto dobbiamo anche occuparci della conservazione del nostro corpo,
che come purtroppo sappiamo invecchia velocemente, tanto più velocemente
quanto più siamo stressati, infelici e pieni di conflitti. Gli stati
d'animo si scaricano sulla muscolatura causando contratture croniche
che alla lunga deformano il nostro corpo e creano danni anche agli organi:
e così incominciamo ad incurvarci, a soffrire di dolori e somatizzazioni
come gastrite, colite; la pressione subirà sbalzi e compariranno ansie,
paure e depressione. Ma come le emozioni si scaricano sul corpo creando tensioni,
allo stesso modo noi possiamo intervenire allungando la muscolatura e stabilizzando
il respiro per annullarne gli effetti negativi; con un respiro addominale
lento e profondo, abbinato alle posizioni principali dell'Hata Yoga ridoniamo
giovinezza ed elasticità al corpo eliminando dolori vari, creando anche
un ottimo massaggio agli organi interni, mentre le posizioni capovolte tonificheranno
la circolazione sanguigna stimolando il nostro sistema endocrino e smuoveranno
i sedimenti. Riusciremo dunque ad avere molta energia e una salute stabile, condizioni
indispensabili per navigare il mare della vita reggendo a tutte le tempeste senza
affondare o smarrire la rotta. Può accadere talvolta che nonostante
la buona volontà, si commetta qualche errore e il nostro organismo si ammali:
a questo punto la tradizione ci mette a disposizione le antiche conoscenze
dalla Medicina Ayurvedica, dove erbe, rimedi e tecniche naturali vengono utilizzati
sapientemente per ritrovare l'equilibrio. Per concludere, lo Yoga è
una filosofia di vita affascinante, completa ed antica come il mondo. La voglio
cosi riassumere: La felicità è la meta, la meditazione garanzia
di saggezza, con gli alimenti puri ed il lavoro sul corpo il respiro
profondo ci spinge alla luce interiore affinché si unisca alla quella
universale che ci ha dato la vita La pratica dello yoga Come
abbiamo visto, lo yoga non è una forma di attività fisica, ma una
completa filosofia di vita. La parte che riguarda le varie e ben
conosciute posizioni, dette asana, viene definita Hata Yoga.
È interessante notare come in tempi recenti sia nato lo stretching, che
è una brutta copia dello yoga spogliato della parte respiratoria e meditativa.
La perfezione delle posizioni, collaudate attraverso i millenni, fanno si che
siano altamente efficaci sul fisico anche attraverso questa pessima imitazione
tanto cara agli sportivi. Innanzitutto nello Yoga manca l'aspetto competitivo
che troviamo nella maggior parte degli sport
e tutta l'attenzione è rivolta all'interno, per sentirsi a proprio agio
con il proprio corpo, con se stessi e con il mondo che ci circonda. Una seduta
di Hata Yoga dovrebbe sempre comprendere una corretta sequenza di posizioni,
uno spazio dedicato alla respirazione ed infine la meditazione. La successione
delle asana dovrebbe essere ben bilanciata e prevedere tutti i quattro movimenti
della colonna vertebrale:
flessione, estensione, flessione laterale e torsione. Ad ogni posizione eseguita
ne dovrebbe seguire una corrispondente di compenso; la durata dovrebbe superare
almeno il minuto, tempo durante il quale l'asana dovrebbe essere mantenuta comodamente
per permettere al praticante di concentrarsi sulla respirazione
che con ampi e lenti movimenti del diaframma massaggerebbe gli organi interni
rivitalizzandone la circolazione. La sequenza dovrebbe inoltre prevedere almeno
una posizione
capovolta, con lo scopo di rimuovere i sedimenti (e prevenire la formazione
di calcoli), di scaricare i ristagni circolatori agli arti inferiori, di stimolare
il sistemo endocrino (ipofisi) e l'attività celebrale aumentando il livello
di energia del corpo. Alcune posizioni di equilibrio aiuterebbero la capacità
di concentrazione mentale aiutandoci ad
essere più agili e leggeri. La scelta delle asana può poi essere
personalizzata per compensare eventuali squilibrii e sostenere i lati deboli
del nostro corpo. Le importantissime tecniche di purificazione attraverso il respiro
sono dette pranayama, efficaci e potenti su corpo e mente. Infine la meditazione
porterebbe ristoro alla mente, cercando di fermare
il pensiero per percepire l'essenza dell'esistenza in noi, la scintilla divina:
essere coscienti di noi stessi a mente ferma, per scoprire la gioia di essere
un tutt'uno con l'universo, immersi in un'armonia ed una pace totale. Come
medico ed insegnante di yoga sono convinto delle eccezionali virtù terapeutiche
racchiuse in questa dottrina, e penso che attraverso la meditazione la nostra
mente impari anche ad usare entrambi gli emisferi celebrali, aumentando creatività,
equilibrio, saggezza ed anche intelligenza (normalmente utilizziamo gli emisferi
uno alla volta, come se pedalassimo con una gamba sola, non riuscendo quindi ad
esprimere totalmente le nostre potenzialità).
Le tecniche di hata yoga si possono eseguire anche in coppia, studiate
per realizzare più facilmente posizioni impegnative e trarre maggiori vantaggi
dalla pratica in un redditizio interscambio energetico fra i partners.
MALATTIA E KARMA Secondo la filosofia Yoga, ad ogni azione che noi
compiamo corrisponde una reazione (legge di causa e di effetto, "chi
di spada ferisce di spada perisce"), dunque anche la malattia dipende dal
nostro comportamento. Essa giunge per segnalarci che qualcosa non va nella nostra
vita, nell'alimentazione, nella condotta ed anche nelle scelte: per esempio possiamo
ammalarci a causa di un lavoro che non ci piace, ed in quel caso il malessere
ci aiuterebbe a comprendere ed a cambiare, possiamo addirittura cercare inconsciamente
un incidente per fermarci a riflettere, oppure per attirare le attenzioni e l'amore
delle persone a noi vicine. Come già detto la malattia può addirittura
diventare un modo di difenderci dalle eccessive pretese e dall'aggressività
degli altri: tutti sono infatti più disponibili e tolleranti di fronte
ad un malato. Ma se tutto dipende da noi, allora che dire delle malattie ereditarie?
La legge karmica di causa e di effetto non ha limiti di tempo e una malattia congenita
o ereditaria può dipendere da nostre responsabilità nelle vite precedenti.
La felicità è lo scopo della vita e noi la cerchiamo perfezionandoci
sempre di più attraverso numerose esistenze, fino a quando la realizziamo
manifestando totalmente, come uno specchio, le qualità divine in noi. In
questo lungo percorso seminiamo e raccogliamo il frutto delle nostre azioni ed
anche i nostri errori, che possono concretizzarsi come malattia o un qualche handicap
alla nascita. Una legge dura ma equa. Un modo interessante di spiegare i diversi
destini che ci accompagnano nella vita. |